Ritorno in Dancalia /2

Ho la fortuna di passare una notte nel deserto, vicino all’oasi di Waideddu. Sono accampato con la tenda qui nel luogo che letteralmente significa “il posto delle palme”, all’interno del territorio afar. Le jeeps e le tende sono collocate vicinissimo a quelle di una famiglia composta da un capofamiglia e dalla moglie, le tre figlie, di cui la più grande è sposata ed ha due bambini, e dal marito di quest’ultima.

E’ difficile dare un’età alle persone che incontro, si invecchia velocemente nel deserto. Il sole e il vento secco aggrediscono gli occhi e la pelle. Sulle mani portano i segni del lavoro manuale, i lunghi spostamenti per cercare acqua per capre e dromedari si leggono dall’incedere claudicante dei più anziani. Qui manca quasi completamente anche il più basilare presidio sanitario.

Il capofamiglia

Posso entrare in un “ari” la tipica tenda afar. E’ composta di rami intrecciati a formare una struttura portante che viene poi ricoperta di stuoie. E’ una soluzione intelligente, pensata per essere rapidamente smontata, caricata sul dorso dei dromedari e rimontata altrove. L’interno dell’ari è accogliente, gli spazi sono ricavati con stoffe e parte del terreno è ricoperta di tappeti. Dentro la capanna si sta piacevolmente freschi.

Qui incontro la più grande delle tre figlie, siede a gambe incrociate con il suo bimbo più piccolo. Porta sul viso i segni delle scarificazioni e ha i denti limati come vuole la tradizione di questi popoli nomadi. Il fucile, copia cinese di un Ak-47, è sempre in vista nella casa. Solo gli uomini portano le armi, una volta i temibili guerrieri afar difendevano il territorio di pascolo con lance e coltelli, ora rimpiazzate dai fucili automatici.

Fuori dalla capanna c’è un pozzo. Qui si attinge l’acqua con un secchio giallo legato a una corda e si riempie una vasca di argilla dalla quale i dromedari possono bere.

Posso solo per qualche tempo fotografare, invogliato dal clima amichevole e dalla reciproca curiosità. Quando il sole cala lascio gli abitanti dell’ari alla loro intimità familiare.

La più grande delle tre sorelle con il suo bambino più piccolo.
La più grande delle tre sorelle con il suo bambino più piccolo.

Madre afar

 

Il pozzo

 

 

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