La piana del sale di Dallol – Etiopia, Dancalia

Da Ahmed-Ela le nostre jeeps iniziano la discesa verso la depressione di Dallol. Ai lati della strada le donne del villaggio vanno a prendere l’acqua in un vicino pozzo nel letto secco di un torrente. Un bagliore all’orizzonte diventa sempre più grande, è il lago salato della Piana di Dallol. Formatasi recentemente in termini geologici, la piana è il risultato di ripetuti ingressi del Mar Rosso la cui acqua poi evaporando ha depositato gli strati di sale e argilla. La Piana di Dallol è uno dei luoghi più bassi del pianeta, si trova, infatti, a quasi 300 m sotto il livello del mare, in una profonda depressione formata a seguito del rift etiope che letteralmente spacca l’Africa Orientale. Un giorno il Mar Rosso invaderà definitivamente queste terre e si formerà un nuovo oceano.

The road

Centinaia di uomini chini sul terreno, il capo coperto, ai piedi dei sandali in gomma di fabbricazione cinese, si spaccano la schiena per estrarre i blocchi di sale dal terreno. Ci sono tre tipi di lavoratori: i primi rompono con grandi asce la crosta di sale nel terreno e le rivoltano, un secondo gruppo rovescia i blocchi e con colpi precisi di affilatissime lame, le “godmà”, li riducono a mattoncini tutti della stessa dimensione. Infine, ci lavoratori che legano mattoni in gruppi di 10 e li caricano sul dorso dei muli e dei dromedari. E’ un lavoro massacrante, il sale ricopre i tagli e le ferite provocando piaghe profonde sulla pelle e il riflesso del sole danneggia irrimediabilmente gli occhi. S’invecchia presto nella Piana del Sale di Dallol…

WorkerPoco lontano dalla Piana le compagnie minerarie hanno iniziato a estrarre il potassio dall’enorme giacimento. E’ arrivata l’Allana Potash, una compagnia canadese con potere e soldi. Vuole il potassio della Dancalia per farne dei fertilizzanti, un business enorme in confronto a quello dei lavoratori tradizionali afar. Molti uomini di Amhed Ela ora lavorano per la compagnia per poi spendere i pochi guadagni in alcool e scommesse.

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Poco prima del tramonto si formano le carovane. Muli e dromedari carichi dei blocchi di sale s’incamminano verso la città sulla stessa strada percorsa dai pesanti camion dell’Allan Potash. Sono due mondi separati da secoli di “sviluppo” che s’incrociano, si guardano sottecchi. Gli uomini sui camion lanciano sfottò ai colleghi a fianco dei dromedari, quando arriverà la notte entrambi, si giocheranno il guadagno di una giornata sotto il sole. La strada dei carovanieri (arotthai) procede fino al mercato all’ingrosso di Berhale posto ai piedi della scarpata, non possono più procedere fino all’altopiano com’è stato nei secoli.

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Riesco a fotografare l’arrivo delle carovane in città, le mogli e i figli salutano i padri. L’odore fragrante del pane appena cotto e delle injera, sfoglie spugnose fatte con la farina di cereale locale, si spande nell’aria. Alcuni uomini accendono dei fuochi con lo sterco degli asini. Per ore batteranno le lame delle loro asce dette godmà con le quali si tagliano i blocchi di sale. Il calore ammorbidisce il ferro e rende più facile l’affilatura.

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English Version

The salt plain of Dallol – Ethiopia, Danakil

Jeeps start descending towards the Danakil Depression. On the side of the road there is a dry riverbed and a well; women are collecting water. A distant glow gets bigger and bigger, the sunlight reflects on the white surface of the salt lake. From the geological point of view, the Salt Plain of Dallol is very young; it formed from repeated inputs of the Red Sea. The water evaporation deposited layers of salt and clay. The Plains of Dallol is one of the lowest places in the world (300 m below sea level). Such big depression formed as result of the stretching induced by the Ethiopian branch of the East African Rift. One day, the Red Sea finally will flood these lands and a new ocean will form.

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Hundreds of men work in the salt plain. Bent on the ground, theit head is covered with t-shirts; on their feet, rubber sandals “Made in China”. These workers will break their back to extract the blocks of salt from the ground. There are three types of workers: the first, break the salty crust with heavy axes and turn the blocks; the second called “godmà”, hit the blocks with a sharp knife, reducing block size and conferring similar shapes. Finally, the bricks of salt are loaded on the back of mules and dromedaries. This is an exhausting work work; the salt covers the wounds causing deep sores on hands and feet; the reflected sunlight damages the eyes. People aged quickly in the Plain of Dallol….

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Far away, mining companies have started to extract the potassium from the salt plain. The Allana Potash, a Canadian a rich and powerful company extracts the potash from the Danakil depression to make fertilizes. A huge business if compared with the traditional Afar way to extract the salt.  Many men from Ahmed Ela now work for the Allana Potash and spend their little wages in alcohol and gambling.

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Before sunset, caravans form. Mules and camels laden with salt blocks start walking towards the village on the same road used by the heavy trucks of the Allana Potash. These two words are separated by centuries of “development”, truck drivers cross caravaners, but the differences between them are eliminated when workers will gather in same bar during the night. The road of the caravans reaches the wholesale market of Berhale, located at the foot of the escarpment. Caravans cannot proceed to the highlands as it has been for centuries. When caravans enter in town, wives and children greet their fathers. The fragrant smell of freshly baked bread and “injera”, typical spongy bread made with a local corn, permeates the air close to huts. It is almost dinnertime. Some men light fires with donkey dung. They will beat axe’s blades used to cut the blocks of salt for hours. The heat softens the iron and makes sharpening easier.

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3 pensieri riguardo “La piana del sale di Dallol – Etiopia, Dancalia

  1. La piana del sale è un qualcosa di incredibile così come la vista delle carovane nel canyon del fiume Saba. Ci sono stato nel mese di Febbraio 2014 e i truck con la relativa strada non ci sono più. Tutto è ritornato come nei secoli passati. L’unica cosa “moderna” è l’antenna del villaggio di Ahmed Ela (il pozzo di Ahmed) dove le carovane passano per pagare il sale e fare rifornimento di acqua.

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